Se tracciassimo due cerchi e per analogia li considerassimo, uno, lo specchio della mentalità del periodo storico attuale e l’altro, la mentalità di un lontano passato, ci accorgeremmo subito di quanto siano diverse tra loro le immagini riflesse in essi. Sicuramente, l’uomo di oggi, giudicherebbe le forme dell’attuale tempo più ricche di colori e più moderne, specchio di una mentalità meno superstiziosa, poggiata sul sapere scientifico e avvantaggiata dalla tecnologia, che spinge con impeto in avanti l’evoluzione dell’odierna umanità. Di queste forme, solamente una piccola e timida parte, però, sarebbe riservata all’aspetto religioso più vero.

Un diverso scenario offrirebbe ai nostri occhi il cerchio riflettente la mentalità di un antico passato, dove la religione rappresentava il perno centrale della vita e della società attorno al quale tutto ruotava, indicando date e tempi astronomici adatti a celebrare le cerimonie nei Templi di allora. Erano i sacerdoti iniziati agli antichi Misteri a ordinare e organizzare la società, secondo un profondo e sentito spirito religioso, così fortemente sentito da pervadere completamente la vita quotidiana di ogni individuo.

Nelle molte differenze tra le due società, moderna e antica, due concezioni emergerebbero evidentemente contrapposte, quella di evoluzione e di tempo. Nell’ immagine nello specchio contemporaneo, apparirebbe una semplice forma geometrica a sintetizzare le due Leggi: una linea retta. Questo perché la visione evolutiva viaggia sui binari lineari della storia, la credenza moderna è quella quella secondo la quale, più trascorrere il tempo, e più lo stile di vita dell’essere umano migliora in agiatezza, giustizia e benessere sul pianeta terra. Nella seconda immagine, quella del passato, il concetto di Tempo e di Evoluzione, darebbe invece vigore alla formazione geometrica di una spirale. Nella mentalità tradizionale del passato, la concezione del tempo era ciclica e vedeva la vita sulla terra come un’opportunità di crescita e lotta di riconquista della vera vita spirituale, realizzabile esclusivamente con l’unione a Dio.

“Per gi Antichi il tempo aveva un valore qualitativo ed era concepito come una successione di cicli di carattere differente determinanti gli eventi storici, mentre per i moderni il tempo è concepito scorrere in senso unidirezionale senza alcun rapporto con gli eventi che non sono che punti su di una linea.”

– Indagini sulle Grandi Piramidi, Alessandro Benassai

Così è l’Ente-Tempo, (scandito in cicli di carattere differente) a decidere e determinare gli eventi sul pianeta Terra e non il contrario; non è l’evento, il fatto in sé, a “colorare” un determinato periodo storico, ma è il Tempo stesso a decidere ciclicamente come caratterizzare un punto, uno spazio di tempo. Questa è la Storia dell’intera umanità; uno specifico periodo nasce, cresce, culmina, tramonta e scompare per l’arrivo del “giovane”, il nuovo Tempo, un altro passo evolutivo.

Scopriamo allora nel Tempo qualcosa di superiore e misterioso; interessante è l’etimologia della parola, dalla radice indoeuropea TAM che sta a significare “misura  dello spazio tra due punti”.  La consonante “m” ha conservato in questa radice il significato primario di “limite”. Il senso era “limitare il moto tra due punti” e quindi “dividere”, “tagliare”. Il senso divenne poi “limite del moto della luce”, per cui il Tempo fu considerato un “ritaglio”, un “frammento” di luce. Dal latino TEMPUS, “misura del moto della luce” “tempo” dal Dizionario etimologico.  

Potremmo quindi vedere nel tempo la precisa espressione di un aspetto della Luce, intesa quale Rivelazione dall’Alto; una Luce e tanti colori, tante qualità quanti i diversi tempi che ritmano le epoche storiche. Le Luci, quelle più eccelse che emanano dall’Alto, imprimono movimento e vita a tutto un meccanismo cosmico che arriva fino a noi, come negli ingranaggi di un immenso orologio connessi e dipendenti l’uno dall’altro. Forza vitale, movimento ed energia fluiscono dal nostro signore del tempo: il Sole, centro gravitazionale e vitale del sistema solare.

“Per gli Egiziani il simbolo del Tempo concepito come una Entità divina è lo stesso geroglifico del sole, Rà il Verbo creatore.” 

È il Sole, a segnare, nel suo moto apparente attorno alla terra, il tempo delle nostre ore, giorni, settimane, mesi, anni con il susseguirsi delle stagioni e, per quel fenomeno astronomico e astrologico definito Precessioni degli Equinozi, a scandire le Ere evolutive della Terra. Tempo ed Evoluzione sono due aspetti di una stessa medaglia.

Per l’Archeosofia, l’evoluzione dell’umanità è la crescita in Sapienza, Amore e Grazia, in intima connessione con l’evoluzione del Cosmo che, con i suoi ritmi, influenza lo sviluppo biologico, mentale, emozionale e spirituale degli individui e dei popoli. Sole, Pianeti, Costellazioni ecc. non sono altro che aspetti visibili di Forze invisibili superiori che inevitabilmente ci dirottano, ci guidano verso un preciso stato evolutivo.

Concepire la storia in maniera lineare nega di fatto la connessione tra la vita del cosmo con il microcosmo, e le tante testimonianze lasciateci in eredità dai popoli del passato. L’esempio più affascinante sono le colossali Piramidi, tutt’oggi avvolte nel mistero. Mistero dipanato, poco a poco, dallo studioso Alessandro Benassai che nei suoi molti scritti, svela i segreti più profondi cristallizzati nelle geometrie e nelle proporzioni di queste gigantesche granitiche opere egizie.

L’uomo moderno, che ancora oggi, non ha alcuna idea plausibile di come possano essere state costruiti tali monumenti nel periodo dell’Antico regno in Egitto, dovrebbe forse rivedere le sue credenze sulla linearità della storia, per non permettere che lo specchio del suo tempo rifletta e appaia, non antico, ma per certe tematiche, un vero pezzo di antiquariato.

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